Archive for June, 2006

Ultimi allenamenti? Chissà…

Wednesday, June 28th, 2006

Venerdì è il grande giorno… finalmente mi opero al calcagno! Dopo 4 anni di allenamenti “tira e molla” è giunto il momento di fermarsi, sistemare la situazione e ripartire più forti di prima! Allenarsi seriamente per 2 settimane e poi doversi fermare perché il dolore si acuisce non è il massimo per andare forte e fare il famoso salto di qualità… l’altro anno sono riuscito miracolosamente a scavare 1′56,18″ sugli 800 m e 3′56,44″ sui 1.500 m, ma se solo penso ai tempi che avrei potuto fare non avendo tutti quei dolori mi tormento ancora adesso… Ma ora la situazione può cambiare e deve cambiare: la decisione di operarmi è stata molto lunga, ma ben valutata in tutte le sue possibili conseguenze. Ora sono pronto.

Sabato l’ultimo allenamento in bici, un bel giretto in MTB con Andrea, amico della palestra, sul monte Cocusso. Una bella salita su sterrato e qualche “numero” in discesa :-) Niente di più, la mia mente pensava già al dopo… a quel periodo di stop forzato che metterà a dura prova i miei nervi risaputi instabili!

Domenica invece l’ultima corsa, poco più di un’oretta sulla classica ciclopedonale sotto il sole cocente… ho incontrato solo un altro pazzo che correva, e chi poteva essere se non l’amico Pietro? Alla fine siamo sempre gli stessi :-) Le sensazioni sono state buone, ma ancora una volta non ho allungato né forzato più di tanto, era quasi una corsa simbolica.

Infine ieri l’ultimo allenamento in palestra, un caldo insopportabile come sempre in questi ultimi giorni. Niente aria condizionata, ma solo un ventilatore che ti fa ghiacciare il sudore sulla pancia mentre fai addominali! L’ultimo massacro di tricipiti e dorsali e poi via a casa a preparare tutto: oggi dopo pranzo mi attende il treno per Torino. Domani gli esami pre-operatori, dopodomani l’operazione e sabato gli esami post-operatori e il ritorno a casa in stampelle!

Chissà se e quando ci saranno i prossimi allenamenti… mi attende un luglio da “panzolero stanco” :-D e ne approfitterò per leggere e studiare un sacco di libri arretrati! Ma attenti… perché poi come sempre ritornerò!!!

Analemma e Tempo Vero

Tuesday, June 27th, 2006

Se non facesse così caldo questi ultimi giorni di giugno sarebbero i più belli dell’anno! Queste sono infatti le giornate più lunghe ed è bellissimo poter avere luce fino a tarda sera, specialmente per uscire ad allenarsi di corsa o in bicicletta! Durante l’inverno dopo il lavoro è praticamente impossibile farsi un bel giro in bici con il freddo e soprattutto il buio… :-(

Beh a parte queste considerazioni del tutto personali, con questo post ritorno sull’argomento meteo che tanto mi è caro. Le giornate piano piano si stanno già accorciando, ma quanto a declinazione del Sole siamo ancora ben messi almeno fino a metà luglio :-) Basta dare un’occhiata all’analemma per avere subito uno sguardo d’insieme sulla situazione attuale. L’analemma dovrebbe essere sempre presente nella “cassetta degli attrezzi” di un appassionato di meteorologia… perché consente di stabilire l’esatta posizione del Sole in ogni periodo dell’anno. Per una descrizione dettagliata dell’analemma vi rimando al Wiki.

Ma vediamolo nel dettaglio. Cliccando sull’anteprima qui sotto potete scaricare l’immagine ad alta risoluzione che ho scansionato personalmente, visto che in rete si trovano per lo più immagini di scarsa qualità.

Analemma

L’anticipo e il ritardo del Sole visibili in ascissa ci interessano relativamente, molto più interessante è invece la declinazione del Sole in ordinata, ovvero l’angolo misurato dal centro della sfera terrestre, fra il piano dell’equatore celeste ed il Sole stesso. La forma verticalmente non simmetrica dell’analemma si spiega molto semplicemente con la seconda legge di Keplero, che -se la memoria non mi inganna- dice sostanzialmente che il raggio vettore Terra-Sole descrive aree uguali in tempi uguali durante il moto di rivoluzione della Terra attorno al Sole, e dal momento che l’orbita è ellittica e il Sole rappresenta uno dei due fuochi allora ne risulta che la velocità della Terra è direttamente proporzionale alla sua vicinanza con il Sole. Come si vede dal grafico, la curva è molto più ampia nei mesi invernali, ed infatti è proprio d’inverno che la Terra si trova al perielio e si muove più velocemente. L’alternanza delle stagioni quindi è totalmente slegata dal fattore distanza dal Sole e dipende esclusivamente dall’inclinazione costante dell’asse terrestre rispetto all’eclittica che durante il moto di rivoluzione fa sì che la declinazione del Sole vari da 0° agli equinozi a poco più di 23° ai solstizi. Inoltre il delta tra le distanze di afelio e perielio è troppo esiguo per poter influire significativamente sulle temperature… al massimo qualche pignolo potrebbe affermare che teoricamente l’estate nell’emisfero australe è più calda rispetto a quella del nostro emisfero, considerando 2 località alla stessa latitudine… ma le variabili che entrerebbero in gioco in un tale assurdo paragone sarebbero troppe e quindi l’attendibilità di una simile affermazione tenderebbe a zero :-P

Insomma tutta questa digressione per dire che quello che ci interessa veramente è l’inclinazione del Sole all’orizzonte, e a tal proposito si rivela molto più pratica ed utile la consultazione del diagramma del Tempo Vero di Schütte, che mette in relazione la declinazione del Sole visibile sull’analemma con l’inclinazione del Sole all’orizzonte appunto. Il seguente diagramma ovviamente è valido solamente per la latitudine di Trieste ed è pertanto difficile da reperire! Cliccando sull’anteprima potete scaricare l’immagine ad alta risoluzione.

Diagramma del Tempo Vero di Schütte

Per fare un esempio: dall’analemma vediamo che oggi, 27 giugno, la declinazione del Sole per il nostro emisfero è positiva di poco più di 23°… quindi siamo quasi al massimo :-) Dal diagramma del Tempo Vero poi, incrociando la diagonale relativa alla declinazione di 23° con l’ascissa relativa all’ora del giorno otteniamo in ordinata l’inclinazione esatta del Sole all’orizzonte! Ad esempio a mezzogiorno l’inclinazione raggiunge la bellezza di circa 67°, quasi il massimo per la nostra latitudine. Alle 5 del pomeriggio, orario tipico per andare in bicicletta, l’inclinazione è di circa 25,5°… che, per rendere bene l’idea, corrisponde all’inclinazione che ci sarebbe a mezzogiorno del 29 gennaio! Ecco spiegato perché è meglio evitare la bici prima delle 5, altrimenti si crepa di caldo! :-D Ma in ogni caso… evviva l’estate!!!

Protezione catena MTB “fai da te”

Saturday, June 3rd, 2006

Che fatica ragazzi! Domenica scorsa sono stato tutto il pomeriggio per sistemare la mia fida MTB… non che ci fosse nulla di rotto eh, ma sapete bene che la manutenzione è fondamentale per una lunga durata del mezzo in perfetta efficienza e sicurezza :-) Dopo aver messo le nuove fascette Schwalbe tra camere d’aria e cerchioni e dopo aver lavato, pulito accuratamente dai residui di fango ed ingrassato tutte le parti più delicate mi sono dedicato ad alcune migliorie… tra queste mi sembrava carino segnalare la realizzazione di una protezione in neoprene per il tratto di telaio che si trova sotto la catena. Purtroppo infatti dopo le prime gite su terreni alquanto sconnessi ho avuto un duro colpo nel constatare che la catena sbattendo sul telaio mi aveva portato via la luccicante vernice blu :-( Un disastro per uno come me che tratta le proprie cose con estrema cura ed attenzione!

Subito sono corso al negozio di biciclette ad acquistare un “chainstay protector” in neoprene nero del costo di ben 7 euro! Ma arrivato a casa ho avuto la brutta sorpresa di scoprire che non andava bene sul mio telaio… troppo lungo e troppo stretto, tanto che risultava impossibile avvolgerlo e fissarlo. Malamente… che fare? Non potevo lasciare la MTB ancora esposta agli urti… e così mi sono arrangiato e posso consigliarvi di evitare l’acquisto e procedere direttamente da soli con il “fai da te”: in pochi minuti potrete realizzare la vostra protezione su misura :-)

Ecco come ho fatto io:

  1. Mi sono fatto regalare un bel pezzo di neoprene mimetico al negozio di articoli da sub Sepadiver che si trova a Rabuiese vicino il confine con la Slovenia. A dire il vero conosco la padrona in quanto sono stato più volte a fare lavoretti di manutenzione sui pc degli uffici del negozio… cmq per un pezzetto del genere al massimo pagate un’inezia! C’è da dire che è l’unico posto qui in zona a Trieste dove potete trovare del neoprene “su misura”, infatti se andate in un qualunque negozio di pesca subacquea vi diranno che vendono solo mute, guanti etc completi… e non pezze e rattoppi. Sepadiver invece vende prodotti che produce direttamente col suo marchio nella fabbrica retrostante il negozio per la vendita al pubblico. Quindi è l’unico posto che ho trovato per avere il neoprene che mi serviva.
  2. Mi sono procurato il velcro. Potete staccarlo da qualche vecchia giacca o zaino oppure con pochi centesimi lo trovate in qualsiasi negozio di articoli da cucito. Una trentina di cm sono più che sufficienti per qualsiasi telaio. Sulla mia bici ne sono bastati 22 e mezzo per la precisione.
  3. Con il telaio sotto mano ho ritagliato un rettangolo di neoprene delle giuste misure. A seconda del telaio potreste avere bisogno di un rettangolo o di un trapezio, cmq se acquistate del velcro un po’ più largo avete un ampio margine di errore e potete andare abbastanza ad occhio.
  4. Mi sono fatto cucire il velcro sul neoprene da mia mamma, che ha usato un buon filo di nylon molto resistente, facendo la classica cucitura a zig-zag (per garantire l’elasticità) e rinforzando le estremità. Dovete avere una macchina da cucire decente perché il velcro è abbastanza duro, ed inoltre dovete fare attenzione a cucire il velcro in modo che da un lato sia rivolto verso l’alto e dall’altro verso il basso perché poi la protezione viene avvolta a mo’ di tubo… cmq se date in mano a vostra madre siete a posto :-) Io non avrei saputo fare… :-D

Il risultato finale è questo:

Confronto protezione acquistata e protezione fai da te

A sinistra la protezione acquistata in negozio a 7 euro e a destra quella realizzata in casa senza spese e con solo 10 minuti di buona volontà… come vedete le misure sono completamente diverse e quindi la soluzione fai da te è sicuramente la più indicata per ottenere un ottimo risultato! Poi non vorrei dire… ma è addirittura più carina così mimetica, ecco come si presenta alla fine dopo il montaggio sul telaio:

Protezione montata sul telaio

Protezione vista da un'altra posizione

Il velcro conviene posizionarlo sotto il telaio, non tanto per questioni estetiche, quanto perché è più sottile e non causa problemi allo scorrimento del cavo del cambio posteriore.

Protezione vista dal basso

Tutto qua. Buon lavoro e buone gite! E se siete di Trieste chiamatemi per un giretto sul Carso :-)