Archive for the 'Riflessioni' Category

Gente che va, gente che viene

Tuesday, October 31st, 2006

E’ incredibile come eventi analoghi finiscano per verificarsi tutti nello stesso periodo… ci dev’essere una specie di costante di attrazione gravitazionale anche per gli avvenimenti, altrimenti non mi spiego come in una sola settimana se ne sono andati ben tre anelli della mia già corta catena di amicizie.

PietroIn primis Pietro, grande compagno di avventure di ogni genere, esperimenti al computer, allenamenti di corsa, gite in bici alla rambo, massacri in palestra, nuotate al mare e chi più ne ha più ne metta… partito il 23 ottobre per l’Inghilterra dove dovrò per forza raggiungerlo! Però c’è troppa umidità lì… avrei preferito trasferirmi in America!! Beh dai almeno gli esperimenti al pc potremo continuarli lo stesso… per fortuna per quelli non serve abitare vicini vicini :-)

FabioPoi il collega di lavoro Fabio, che ho avuto modo di conoscere poco ma che già stimavo per le notevoli doti di fotografo e scrittore! Anche lui ha cambiato lavoro e il 27 ottobre ha girato la curva per iniziare una nuova strada, e pare che l’idea l’abbia avuta da me, perché… beh questa è un’altra storia! Vabbè, resteremo sintonizzati tramite i nostri blogs.

MichelangeloInfine Michelangelo, con cui avrei voluto allenarmi quest’inverno per preparare le gare in pista della prossima stagione… l’unico in grado di reggere i ritmi da 2′ e 40″ al km e sempre pronto a darmi validi consigli per diventare un bravo mezzofondista… e invece dovrò allenarmi da solo perché ieri 30 ottobre se n’è tornato in Sicilia da dove è arrivato 6 anni fa. Che dire sono come una calamita con polarità inversa :-(

Tre amici con cui avrei voluto trascorrere più tempo, a cui avrei voluto carpire segreti e idee per migliorarmi e con cui avrei voluto condividere le mie emozioni. E ora non ci sono più. Certo le amicizie restano, ma non è la stessa cosa coltivare amicizie a mille chilometri di distanza oppure ogni giorno in ufficio, in pista e in tante altre piccole attività quotidiane, rese sempre speciali proprio dalla presenza di amici che si stimano.

Ok, questo è il periodico post sulle riflessioni pessimistiche… d’altro canto almeno di tanto in tanto devo pur scrivere qualcosa di inerente al titolo del mio blog, no? :-D

Addio stampelle!

Wednesday, July 12th, 2006

Sono passati 13 giorni dall’operazione al calcagno ed è giunto il momento di fare un po’ di conti… sennò che operazione sarebbe? :-P Scherzi a parte oggi è stato un giorno un po’ più speciale degli altri, prima di tutto perché ho abbandonato le stampelle e in secondo luogo perché ho tolto i bendaggi e i cerotti… come prescritto dal medico. A dire il vero avrei potuto levarli già dopo 10 giorni, ma ho voluto essere prudente e stare tranquillo per un paio di giorni in più… inoltre finché non vedevo niente e il piede se ne stava nascosto mi sentivo quasi più disteso e mi illudevo che sotto fosse tutto perfetto! Mi spaventava un po’ l’idea di togliere le medicazioni e guardare… e in effetti a prima vista l’aspetto del calcagno e del piede non era certamente gradevole. Per fortuna dopo un accurato lavaggio e un massaggino rilassante il piede ha ripreso un aspetto più sano. Anzi a guardare bene il medico mi direbbe che ha un aspetto fantastico, considerando che non sono passate neanche 2 settimane dall’intervento… ma da vero atleta ho la mente proiettata sulla pista e mi sorgono i dubbi se il mio piede potrà solcare il tartan come un tempo! Ora non resta che attendere con molta pazienza e cominciare a muoverlo un po’ alla volta sempre di più. Altro non si può fare… e tutto sommato il peggio è passato, almeno spero!

Le peripezie infatti non sono state poche… a cominciare dalla scelta del posto dove farsi operare: al centro FIDAL del Policlinico S.Matteo di Pavia, dedicato proprio ai traumi sportivi di chi pratica atletica leggera, ho avuto una pessima impressione e nonostante molti amici atleti si siano operati là io ho rifiutato in partenza l’idea di sottopormi ai bisturi del primo assistente di turno, visto che del primario non c’era mai nemmeno l’ombra! A Monfalcone c’era un’altra possibilità, ma nemmeno in questo caso ero rimasto convinto… sono un tipo difficile eh, ma quando c’è in ballo la salute bisogna pensare mille volte e valutare, chiedere, osservare. Alla fine la decisione per Torino, non proprio il massimo della comodità… 7 ore di treno! E vabbè, pur di guarire si fa questo e altro… ma 7 ore di treno senza aria condizionata e con i finestrini bloccati alla fine di giugno con un’ondata di caldo africano in pieno corso hanno fatto partire la spedizione un po’ malamente!

Unica consolazione: ero ancora intero e il ritorno sarebbe stato sicuramente molto peggiore! Dopo una notte in albergo mi sono svegliato con il diluvio e ho raggiunto l’ospedale Koelliker… mi attendevano tutte le visite pre-operatorie quali prelievi, elettrocardiogramma, radiografie etc… e stranamente ero molto disteso e rilassato, la voglia di risolvere il problema una volta per tutte era troppo grande! Eccomi infatti tranquillo in attesa tra una visita e l’altra:

In ospedale le attese sono interminabili

… nel mio bellissimo letto…

Il mio letto all'ospedale

… con una stupenda vista sulla città :-D

Vista dalla stanza dell'ospedale

E sono dovuto rimanere tutto il giorno in ospedale senza poter uscire! Ma ne ho approfittato per studiarmi i dettagli sull’ereditarietà delle classi in C# :-)

La mattina seguente a digiuno totale in fase di disidratazione sono stato condotto in sala operatoria dove mi hanno fatto un’anestesia locale per mia scelta. L’alternativa era quella spinale, ma ho preferito evitare il rischio di soffrire di dolori alla schiena e soprattutto del… catetere! :-) Quasi un’ora in sala operatoria, tanto che ad un certo punto ho schiacciato un pisolino perché mi sentivo a pezzi! Per fortuna nessun dolore e per quanto possibile ho cercato di seguire l’operazione vincendo le mie paure. Poi tutta la giornata a letto con la flebo con azione idratante e antidolorifica… per fortuna che alla sera c’è stata la vittoria dell’Italia sull’Ucraina per 3 a 0 che mi ha risollevato il morale!

Il giorno dopo il medico mi ha chiesto già di provare a stare in piedi… caspita!! Beh se lo dice lui… tutto sommato avevo pochissimi dolori e pizzicava soltanto un pochettino. Meglio di così… sono stato dimesso poco dopo e dovevo tornare in stazione, ma non avevo fatto i conti con la legge di Murphy e c’era sciopero dei taxi! Per fortuna il padre del mio compagno di stanza (operato al ginocchio) mi ha dato un passaggio e ho potuto prendere il treno senza troppi problemi e dopo una bella pizza :-) Piuttosto il vero problema era spostarsi con le stampelle, lo zaino sulla schiena e la cartella con le radiografie, risonanze etc… a Milano sono stato 20 minuti per cambiare treno, giusto in tempo visto che c’erano 25 minuti per il cambio! Sono salito sul primo vagone, il 315… bene penso tra me e me, io ho il posto prenotato sul 316, quindi è qui vicino… macché!! Il controllore dopo un po’ mi ha fatto sapere che c’era stato un errore e avevano attaccato il vagone all’inizio del treno anziché alla fine! Wow, tutto il treno da attraversare in stampelle con un sacco di gente e valigie da scavalcare… ci ho messo mezz’ora per arrivare all’altra estremità in un bagno di sudore! Poi per fortuna ho potuto appoggiare il piede e riposare fino a Mestre dove mi attendeva il secondo cambio, per fortuna sullo stesso binario… ma quanta fortuna! :-)

Il piede il giorno dopo l'operazione, in treno

Alla stazione mi attendeva mio fratello in auto e poi delle lunghe, lunghissime giornate di ozio! Ed eccomi arrivato ad oggi… non ho mollato! :-P Attenzione che tra poco comincio a nuotare, poi bici e infine a settembre si corre… e vi batto tutti!!!

Ultimi allenamenti? Chissà…

Wednesday, June 28th, 2006

Venerdì è il grande giorno… finalmente mi opero al calcagno! Dopo 4 anni di allenamenti “tira e molla” è giunto il momento di fermarsi, sistemare la situazione e ripartire più forti di prima! Allenarsi seriamente per 2 settimane e poi doversi fermare perché il dolore si acuisce non è il massimo per andare forte e fare il famoso salto di qualità… l’altro anno sono riuscito miracolosamente a scavare 1′56,18″ sugli 800 m e 3′56,44″ sui 1.500 m, ma se solo penso ai tempi che avrei potuto fare non avendo tutti quei dolori mi tormento ancora adesso… Ma ora la situazione può cambiare e deve cambiare: la decisione di operarmi è stata molto lunga, ma ben valutata in tutte le sue possibili conseguenze. Ora sono pronto.

Sabato l’ultimo allenamento in bici, un bel giretto in MTB con Andrea, amico della palestra, sul monte Cocusso. Una bella salita su sterrato e qualche “numero” in discesa :-) Niente di più, la mia mente pensava già al dopo… a quel periodo di stop forzato che metterà a dura prova i miei nervi risaputi instabili!

Domenica invece l’ultima corsa, poco più di un’oretta sulla classica ciclopedonale sotto il sole cocente… ho incontrato solo un altro pazzo che correva, e chi poteva essere se non l’amico Pietro? Alla fine siamo sempre gli stessi :-) Le sensazioni sono state buone, ma ancora una volta non ho allungato né forzato più di tanto, era quasi una corsa simbolica.

Infine ieri l’ultimo allenamento in palestra, un caldo insopportabile come sempre in questi ultimi giorni. Niente aria condizionata, ma solo un ventilatore che ti fa ghiacciare il sudore sulla pancia mentre fai addominali! L’ultimo massacro di tricipiti e dorsali e poi via a casa a preparare tutto: oggi dopo pranzo mi attende il treno per Torino. Domani gli esami pre-operatori, dopodomani l’operazione e sabato gli esami post-operatori e il ritorno a casa in stampelle!

Chissà se e quando ci saranno i prossimi allenamenti… mi attende un luglio da “panzolero stanco” :-D e ne approfitterò per leggere e studiare un sacco di libri arretrati! Ma attenti… perché poi come sempre ritornerò!!!

Bavisela sempre peggio!

Friday, May 12th, 2006

Da bravo pessimista so che non c’è mai un limite al peggio… e quindi non dico che la Bavisela quest’anno abbia toccato il fondo, ma posso affermare con certezza che ci è arrivata molto vicina!

La Bavisela -lo dico per coloro che non sono di Trieste e non la conoscono- è una kermesse sportiva della durata di circa una settimana che culmina con la Maratona d’Europa la prima domenica di maggio.

Quest’anno ha avuto luogo lo scorso 7 maggio: 2°16′22″ il tempo del keniano Chebet Ben Kipruto e 2°42′17″ per la prima donna, l’italiana Maria Cocchetti. Accanto alla maratona, anche la maratonina e la corsa non competitiva aperta a tutti. Tutto sommato le condizioni atmosferiche non erano delle migliori (vento e caldo progressivo) e il percorso scrupolosamente misurato al metro non ha regalato nulla agli atleti, come invece troppo spesso avviene nelle altre maratone che vogliono attirare il più alto numero di partecipanti possibile, soprattutto quelli alla ricerca del proprio personale.

Ma tralasciando l’aspetto puramente agonistico, che ai più potrebbe non interessare, è stato l’aspetto organizzativo a confermare la tendenza al peggioramento peraltro già evidente nelle ultime edizioni. Il risultato di un’organizzazione che sempre più punta al lato politico ed economico e sempre meno a quello sportivo e sociale. Ho sempre cercato di auto-convincermi che non fosse così e quest’anno fino all’ultimo non volevo credere a quanto mi era stato detto: la maglietta della Bavisela riportava stampata sul retro la scritta “SEGUIMI” inizialmente in 4 lingue (una in dialetto triestino a dire il vero), italiano, triestino, inglese e sloveno. All’ultimo momento è stato deciso di togliere la scritta slovena ricoprendola con una pezza adesiva con la scritta “BAVISELA”. Sì, avete capito bene… una pezza… costata la bellezza di 50 centesimi a maglietta per un totale di circa 4.000 euro. Dico “è stato deciso” per pietà nei confronti di chi ha preso una decisione del genere… in questo blog avevo stabilito sin dall’inizio di non trattare di politica perché personalmente mi sta sullo stomaco, non tanto la politica in sé quanto l’uso che di essa ne fanno la maggior parte delle persone. Ora faccio questa piccola eccezione e pubblico una foto della maglietta: inutile dire che la pezza salta subito agli occhi e la scritta slovena sottostante “SLEDI MI” è ben visibile guardando da vicino o dall’interno.

La maglietta della Bavisela 2006 con la pezza adesiva

Mi fermo qui, perché ogni ulteriore annotazione scivolerebbe nel commento politico. Dopotutto l’immagine si commenta da sola… una grande manifestazione in nome dello sport e della solidarietà… ma dove?!? Non so se ridere o piangere.