July 7th, 2008
Beh inutile negarlo, sono sempre stato un fan sfegatato di Daniela Chmet, sin da quando andavamo a far le gare di atletica e lei ancora non era la campionessa che è ora, anzi non aveva neanche cominciato ad andare in bici col famoso “cancello” procurato dall’allenatore tuttofare Roby
Ma tutti già sapevamo che aveva delle potenzialità superiori e che prima o poi avrebbe potuto fare il fatidico salto di qualità!

Ieri ha riconquistato nuovamente il titolo italiano di triathlon sprint a Lecco, quasi scontato direi… visto che stiamo parlano di un’atleta di valore olimpico. Il più grosso dispiacere infatti resta di non poterla vedere gareggiare proprio a Pechino per le Olimpiadi, dove andrà comunque come riserva. I 5 cerchi rappresentano il sogno di ogni atleta ed è così sicuramente anche per lei. Ho sempre seguito le sue avventure e ho impostato un Google Alert che mi avvertiva e mi avverte tuttora ogni volta che Daniela appare in qualche news ed è un vero peccato che per un soffio non potrà probabilmente partecipare alle Olimpiadi. Il suo valore è innegabile: è assurdo che gli atleti come lei debbano farsi un “mazzo” gigantesco di gare per tentare di agganciare una qualificazione molto spesso già assegnata a priori e che resta soltanto un sogno irraggiungibile. Se anche si potesse riuscire a qualificarsi in seguito a dei risultati troppo eclatanti per essere ignorati allora si arriverebbe alla gara clou inevitabilmente “bruciati” e senza energie per esprimersi al meglio delle proprie possibilità. 
Non resta che sperare nelle Olimpiadi di Londra 2012… Daniela puoi ancora farcela, continua così che sei la più forte!!!
UPDATE: è proprio vero che non è mai detta l’ultima parola… dopo l’incidente in bicicletta subito da Nadia Cortassa lo scorso mese, oggi (12 agosto) il CONI ha confermato con un’ultima visita medica di controllo la non idoneità agonistica della Cortassa, che verrà pertanto sostituita dalla riserva Daniela Chmet! Che dire, ora Daniela hai tutte le carte in regola, vai e vinci!!!
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June 5th, 2008
Naturalmente queste cose capitano sempre quando si ha un estremo bisogno di connettersi in rete… sabato 24 maggio muore la mia linea ADSL Alice flat di Telecom. Fino a lunedì ovviamente non posso far altro che soffrire in silenzio. Lunedì chiamo il 187 ma come al solito gli operatori devono seguire un iter classico di domande e capita facilmente di non venirne fuori. Dopo varie telefonate si decidono finalmente ad effettuare dei test di connettività dalla centrale a casa, tutto a posto mi dicono. A posto un corno, la linea è morta, defunta e sepolta! Richiamo e di nuovo la stessa storia, test dalla centrale e tutto risulta a posto. Richiamo e spiego che i test sono ok ma la linea è ko… finalmente mandano un tecnico. L’arcano viene risolto: nella notte tra venerdì e sabato è stato effettuato dopo mesi di annunci l’upgrade da 2 a 7 Mbit. L’upgrade però è stato effettuato sulla linea urbana, mentre la mia ADSL viaggiava su un cavo dati separato. Anni fa infatti avevo una doppia linea digitale ISDN e quando i tecnici mi installarono l’ADSL aggiunsero un doppino dedicato. Dopo aver levato l’ormai inutile linea ISDN, l’ADSL era rimasta sul doppino alternativo, mentre le nuove disposizioni di Telecom non prevedono più l’uso di due linee se non si è in possesso della linea ISDN. Ok, il tecnico in fretta e furia inizia a sradicare il cavo e fortunatamente lo fermo in tempo indicandogli come basta una piccola deviazione per riutilizzare il medesimo cavo. Infine bisogna aggiungere il filtro ADSL a tutti i telefoni di casa… altra seccatura. Un filtro me lo offre gentilmente il tecnico, gli altri bisogna acquistarli. La linea sembra funzionare e il tecnico se ne va, ma io subito intuisco che qualcosa ancora non funziona… ormai però è giunto un altro weekend e stavolta devo aspettare fino a martedì, perché lunedì è il 2 giugno, festa della Repubblica. Al 187 effettuano i test di nuovo e tutto sembra a posto, anche se dopo molta insistenza vengono fatti ulteriori controlli e pare che il valore di attenuazione del segnale sia troppo elevato. Spiego all’operatore che la connettività è un disastro, escludo un problema di DNS perché sia i server di Telecom che quelli di OpenDNS che uso di solito effettuano il resolve degli indirizzi IP correttamente e rapidamente. Si decidono quindi a rimandare un altro tecnico, che arriva mercoledì 4 giugno. Soliti test di routine, poi controlliamo assieme la configurazione del router. Mi fa sapere che da poco l’incapsulamento non è più di tipo PPPoA bensì PPPoE… appare quindi chiaro che il nuovo MTU di 1492 byte anziché i classici 1500 causa il blocco del router che tenta invano di correggere le trame che gli arrivano tutte sballate! Ma porcaccia la miseriaccia, cambiano l’incapsulamento e non mi dicono nulla? Naturalmente avevo provato a modificare le impostazioni classiche come il metodo di multiplazione, ma l’unico parametro che mi sembrava assurdo provare a modificare era proprio l’incapsulamento, infatti da sempre e da tutte le fonti risultava essere un PPPoA. Finalmente la rete funziona, ma non ancora al 100%, infatti la rete telefonica casalinga abbassa il SNR (rapporto segnale/rumore) di 2 dB, causando rallentamenti. Soluzioni? Mettere un unico filtro ADSL il più a monte possibile, quindi dovrò aggiungere un pezzo di doppino e installare il filtro all’entrata della linea in casa. Inoltre tutte le prese telefoniche vanno smontate ed ispezionate per verificare che non contengano uno stramaledetto condensatore (che si usava una volta) e in caso affermativo rimuoverlo. Idem per le suonerie aggiuntive, vanno rimosse. Ovviamente due delle prese stanno dietro mobili del peso di qualche quintale l’uno… ma nei prossimi giorni spero finalmente di risolvere anche quest’ultimo problemino!
Incredibile vero? Un banale upgrade unito a modifiche dispositive e di protocollo mi hanno fatto rimanere senza linea ADSL per ben 12 giorni consecutivi, un vero incubo! Ma per fortuna l’odissea è terminata
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May 31st, 2008
Stamattina ero alla ricerca di alcune immagini per l’applicazione web che sto sviluppando in questi giorni per un esame. Allora sono stato come di consueto su Google Images pensando tra me e me che sarebbe stata la solita sofferenza trovare le immagini giuste… infatti Google sarà anche potente nella ricerca di testi, ma per le immagini ha sempre avuto grossi limiti imposti dalla ricerca effettuata sui nomi dei file, perché ovviamente un computer non è in grado di riconoscere i dettagli grafici di un’immagine con le stesse capacità di un umano. Neanche finito il mio consueto pensiero pessimistico mattutino, ho scorto sotto il campo di ricerca la scritta Want to help improve Google Image Search? Try Google Image Labeler.
Incuriosito, ho subito cliccato e ho scoperto un giochino tanto banale quanto geniale! Quale miglior sistema di catalogare le immagini se non quelle di farle etichettare agli utenti? Beh questa è un’idea a cui ci avranno pensato in molti… ma chi ha voglia di star lì ad etichettare immagini? Mica ci si guadagna… chi me lo fa fare dunque?! Ed è qui che sta la genialata, anzi la doppia genialata! Google ha trasformato un lavoro noioso in un semplice gioco dove due utenti “partner” etichettano un’immagine contemporaneamente, senza però vedere l’uno le etichette definite dall’altro. Appena un’etichetta risulta presente in entrambe le liste allora viene accettata come valida, gli utenti acquisiscono un punteggio e passano ad un’altra immagine. Al termine di un countdown di due minuti il gioco termina e si possono finalmente vedere le etichette definite dal proprio partner. I punteggi più alti infine rientrano in una classifica speciale degli utenti più attivi. La doppia genialata consiste nell’assicurare il divertimento agli utenti e al contempo nell’assicurare una catalogazione precisa delle immagini, infatti se l’etichettatura fosse unilaterale allora ci potrebbero essere molti errori, involontari oppure addirittura voluti… magari dai soliti vandali della rete. L’ho provato e ci sono rimasto incollato per un’ora, è divertente e oltretutto essendo per ora una beta disponibile solo nella versione americana della grande G è un ottimo sistema per imparare nuovi vocaboli in inglese, confrontando le proprie etichette con quelle del proprio partner. Insomma un perfetto esempio di come si possa unire l’utile al dilettevole… ancora una volta complimenti a Google!
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May 26th, 2008
Ormai è parecchio tempo che uso prevalentemente Debian (installata ovunque), tuttavia mi capita ancora ogni tanto di usare Windows per lavoro o per l’università… beh in casi come questi non c’è da meravigliarsi se succede qualche cosa di spiacevole! Oggi volevo scansionare una banconota da 500 euro per la realizzazione di un piccolo manifesto e dovendo lavorare molto con la grafica ho preferito il mio caro Paint Shop Pro su Windows… allora ho avviato Epson Twain e ho fatto partire la scansione della banconota… ma!!!???

Il programma non mi ha lasciato proseguire, impedendomi la scansione… ecco il messaggio nel dettaglio:

Al momento non volevo crederci… capisco che qualche malintenzionato potrebbe voler stampare banconote false, ma questa mi sembra un’esagerazione idiota… se stampo una banconota scansionata a 200 dpi (infatti nemmeno a quella risoluzione si può procedere alla scansione) viene fuori una schifezza e non ci casca nemmeno un matusa cieco over 100
Naturalmente non ho perso tempo a fare del reverse engineering perché non ne valeva proprio la pena: ho riavviato su Linux e con XSane ho potuto scansionare la banconota senza problemi… ah quanto mi piace l’open source! Evviva GNU

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